MATRIMONIO EGUALITARIO

MATRIMONIO EGUALITARIO

A che punto siamo in Italia e come tutelarsi

Il matrimonio tra persone dello stesso sesso approvato in molti Paesi, non è ancora contemplato in Italia. Una buona parte dei cittadini italiani, gay e non, chiede di eliminare la disparità di trattamento fra unioni eterosessuali e omosessuali, basandosi sul presupposto che il diritto al matrimonio sia un diritto inalienabile della persona.

La proposta di legge attualmente in discussione da parte del Governo (il c.d. DDL Cirinnà), prevede la creazione della cosiddetta UNIONE CIVILE, un nuovo tipo di rapporto giuridico che garantirebbe alle coppie omosessuali gli stessi diritti e doveri di due coniugi eterosessuali. Si fa riferimento all’assistenza morale e materiale, all’obbligo di fedeltà, coabitazione, contribuzione alle necessità materiali ed economiche della famiglia.Stesso discorso varrebbe nei confronti dei figli (anche se di uno solo dei due partner), per il regime patrimoniale da applicare ai beni posseduti, per eredità e successioni.

Insomma, le unioni civili sarebbero equiarate al matrimonio e darebbero il via alla formalizzazione delle unioni omosessuali stipulate all’estero.

Tuttavia, le lacune rimarrebbero ancora tante: esclude gli aspetti simbolici del matrimonio come la cerimonia, non prevede l’adozione nè l’accesso alla fecondazione assistita.

Questi due vuoti normativi sono mal tollerati dalle associazioni di genitori omosessuali, in quanto continuerebbero a non essere tutelate le famiglie omogenitoriali che, di fatto, già esistono e che negli altri Paesi in cui è previsto il matrimonio egualitario, sono già perfettamente integrate nella società e tutelate dal punto di vista giuridico al pari di una famiglia “tradizionale”.

La proposta è solo all’inizio dell’iter parlamentare e gli emendamenti proposti sono già oltre 4000. Il Presidente del Consiglio promette di approvare la legge entro l’anno ma, personalmente, penso che la strada sia ancora tutta in salita. Ecco perchè, mi sento di continuare a consigliare a tutte le coppie omosessuali stabilmente conviventi, il CONTRATTO DI CONVIVENZA. Si tratta di un contratto volto a regolare gli aspetti patrimoniali della vita in comune, a definire le regole di convivenza e, eventualmente, le conseguenze patrimoniali in caso di interruzione del rapporto. L’accordo (possibilmente redatto con l’ausilio di un legale) per essere fonte di obbligazione, deve essere redatto sottoforma di scrittura privata o di atto pubblico da un notaio.

Fiduciosi che l’Italia, seppur fra gli ultimi, si adegui alle normative europee in tema di legislazioni anti-discriminazione, spero di darvi presto buone notizie.

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